Continua il viaggio di “Capri Moonlight” lungo lo stivale: i calici dei nostri vini stanno incontrando i piatti simbolo delle tradizioni gastronomiche regionali. Questa settimana è la volta della Calabria, la patria della “nduja” (o anche duja), un insaccato morbido e piccante ottenuto con carne e spezie che gli conferiscono anche un tipico colore rossastro. La piccantezza decisa è il leitmotiv di questa preparazione: basta pensare che normalmente si utilizza 1 kg di peperoncino ogni due di carne di maiale.

Questo insaccato è l’ingrediente principale di un piatto tipico calabrese, di cui ne vanno ghiotti gli amanti dei sapori forti: il timballo di nduja e cacio silano. Un primo che riporta alla mente il calore e i sapori tipici della Calabria: in esso la nduja incontra l’aroma intenso del caciocavallo della Sila, la zona dell’altopiano calabrese dove il clima è particolarmente adatto per la stagionatura del formaggio che gli concede un sapore avvolgente e una piacevole piccantezza. Un vortice di gusto che culmina con una deliziosa croccantezza data dalla gratinatura in forno.

Non è semplicissimo abbinare un vino ad una preparazione piccante, soprattutto se tra gli ingredienti c’è la nduja. Bisogna optare per un vino rosso (che, come il peperoncino, fa buon sangue) all’altezza di questo salume tipico e dalle caratteristiche inimitabili. Dunque un vino con una buona gradazione alcolica, in quanto l’alcool è un solvente per la capsaicina e allevia la sensazione di bruciore. Puntiamo sul Caprice Rosso” di “Capri Moonlight”, un vino voluttuoso, persistente e intenso, frutto dell’unione di uve provenienti da due vitigni campani, il Piedirosso e l’Aglianico, molto elegante, dai profumi detonanti ma sempre aggraziati.

 

Ricetta e foto di Grazia Guarino

Testo e abbinamento di Maria Consiglia Izzo

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