C’è il vino da meditazione, e poi c’è chi medita sul vino! Inspira amore, espira stress e fai un sorso: sono i passaggi alla base del “Drunk Yoga”, un nuovo modo di fare yoga che sta spopolando negli Stati Uniti. Questa attività – una modalità nuova e particolare di praticare questa disciplina sportiva – nasce da un’idea di Eli Walker, maestra di yoga newyorkese, e consiste in sedute in cui – oltre a praticare yoga – si degusta il proprio vino preferito. Coloro che praticano il Drunk Yoga hanno dato vita a una comunità attualmente formata da migliaia di componenti che addirittura organizzano feste private durante le quali si allenano, brindano e si divertono.
La corrispondenza tra l’antichissima pratica orientale e il vino è bigettiva: gli effetti positivi del vino annullano i pregiudizi e favoriscono un’atmosfera di serenità  durante la lezione di yoga (già Socrate e Platone riconobbero la capacità del nettare degli dei sia di far scaturire pensieri profondi che di far affiorare in superficie verità nascoste); la magia del “qui e ora” dell’ antica pratica indiana, con il suo rendere ognuno di noi maggiormente consapevole e predisposto a un più profondo ascolto di sé, amplifica la naturale propensione a recepire le sensazioni del vino, trasformando l’assaggio in un’esperienza nuova.  Nella vita quotidiana si è abituati a considerare un senso alla volta, senza rendersi conto dell’inevitabile disequilibrio che ne deriva. E allora sorprenderà  sentire il suono del tappo che libera finalmente i primi aromi. Scoprire che lo stesso versare il vino nel calice produca melodie incredibilmente differenti. Ascoltare il glu glu glu mentre si versa la bevanda nel bicchiere: un suono di una tonalità più alta per quanto riguarda i rossi più corposi e impegnativi (come il Piedirosso della linea “Caprice” di “Capri Moonlight”), e di un tono più basso per i bianchi (come quello del Greco di Tufo sempre appartenente alla linea “Caprice” di “Capri Moonlight”).  Sarà sicuramente entusiasmante l’assaggio a occhi chiusi che da vita a una vera e propria sinfonia che inebria il palato (grazie ad esempio alle bollicine del “Caprice spumante” di “Capri Moonlight”), pervade il  corpo (attraverso il calore dell’Aglianico della linea “Capriccio” di “Capri Moonlight”) e seduce… Perché il vino viene fatto con il desiderio di render felici gli intenditori, gli estimatori o i semplici curiosi!