Non possiamo uscire?  Poco importa: indumenti comodi, coperta, il camino acceso, la musica in sottofondo o un film alla tv, un bagno caldo, una cena romantica, un bicchiere di vino rosso da sorseggiare…  Magari un calice di Piedirosso della linea “Caprice” oppure uno di Aglianico della linea “Capriccio” di “Capri Moonlght”.
Le serate meglio trascorrerle così, nel comfort di casa invece che al ristorante, al cinema, fuori a bere qualcosa con gli amici… Sappiate che non siete i soli a farlo! Tra l’altro il vino rosso, consumato con moderazione, è un alimento molto salutare perché ricco di antiossidanti e di una grande quantità di nutrienti che fanno bene all’organismo. I suoi principali benefici si devono all’alto contenuto di resveratrolo e flavonoidi, che sono potenti antiossidanti con le seguenti funzioni: migliorano la salute del cuore, diminuiscono il colesterolo, favoriscono la corretta circolazione sanguigna e la rigenerazione cellulare, contribuiscono a ridurre l’obesità, puliscono l’organismo, migliorano le funzioni cognitive, evitano l’invecchiamento precoce.

Usi antichi del vino
L’uso di enoliti o tinture vinose o vini medicinali era una pratica ampiamente usata nell’antichità, già  nella medicina greca e poi in quella romana. Nelle mense degli antichi romani venivano ad esempio usati i vini al miele, alle rose, alle viole . Gli antichi ricettari medici riportano ricette  di vini medicinali che associano l’azione benefica del vino  alle proprietà delle sostanze contenute nelle erbe officinali.

Il vino che cura
Un rimedio del sapere contadino utilizzato per combattere i primi sintomi influenzali (raffreddore, tosse e febbre)  è il vino cotto. I contadini lo ricavavano dalla bollitura del mosto nel periodo della vendemmia. Per aumentare le proprietà benefiche del composto aggiungevano durante la cottura alcune spezie quali: cannella, chiodi di garofano, scorza di limone o di arancia, e perfino il miele o lo zenzero. Un rimedio facilmente riproducibile: chi non può procurarsi del mosto, potrà al bisogno far bollire sul fuoco con le stesse spezie, del vino rosso. Gli zuccheri d’uva comunque presenti nel vino finiranno per caramellare, ma il vino cotto così ottenuto dovrà essere consumato quasi subito non potendosi trasformare in “conserva” come nel caso di quello ottenuto con il mosto.