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“Stellato figlio della notte, liscio come una spada d’oro, morbido come un disordinato velluto. Non sei mai presente in una sola coppa, in un uomo, sei corale, gregario…”: Pablo Neruda descriveva nei suoi versi il vino come un compagno discreto di ricche pietanze.
Con la pasta (che sia fresca o secca, ripiena o in brodo) il “nettare degli dei” va a nozze, ma bisogna fare attenzione sia alla tendenza dolce di questo alimento sia alle caratteristiche del suo condimento, per fare in modo che il sorso resti sempre discreto. Per ottenere un connubio unico tra vino e pasta bisogna quindi prendere in considerazione tanto il tipo di pasta quanto la salsa che la accompagna.

Prendiamo in esame la pasta al forno: la sua deliziosa consistenza croccante, difficilmente decifrabile a parole, la rende una pietanza molto ricercata sia d’inverno che d’estate. Le versioni più importanti di questa ricetta prevedono l’impiego di salse piuttosto grasse e di carne, ingredienti che rendono necessario l’accostamento a vini rossi. Tuttavia la ricetta della pasta al forno può essere rivista e trasformata in una versione estiva più leggera, ma ugualmente buona, che permette l’accostamento ad un vino bianco intenso e profumato, ovvero la Falanghina della linea “Capriccio” di “Capri Moonlight.  Ecco quindi che la salsa ottenuta con pomodoro fresco e mozzarella di bufala ben si sposa con questo vino: di notevole intensità, con sensazioni di acidità e sapidità che incrementano progressivamente conferendo un gusto bilanciato e piacevole alla bevanda. Il Capriccio bianco è dotato di una buona persistenza, con ricordi talvolta amarognoli che ben accompagnano la leggera “bruciacchiatura” della pasta al forno.